Un vergiliato sotto la neve: Guido Gozzano nel Valentino evanescente.

 

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Winter Landscape with a Church, Caspar David Friedrich

di Lucia Cattani

Stamattina Torino si è svegliata coperta da un manto bianco. Il silenzio ovattato rende la città irreale: il tempo, con la neve, sembra scorrere ad una velocità diversa, a volte si ferma e pare immobile. Ho subito pensato a come dev’essere suggestivo ora il parco del Valentino, il più grande della città e a quanto possa essere simile a quello descritto in uno splendido racconto poco conosciuto di Guido Gozzano. Più di cento anni fa, nel 1911, in occasione dell’Esposizione Universale di Torino, Gozzano ha scritto proprio dell’esperienza di passeggiare in quel luogo sotto la neve nel breve racconto “Un vergiliato sotto la neve”, in cui il poeta descrive uno scenario profondamente lirico, nascosto, sorprendente. I capannoni dell’Esposizione sono ancora chiusi, i lavori sono momentaneamente fermi e tutto il Valentino è a disposizione di Guido e della sua amica Jeannette: ai due visitatori sembra un luogo incantato. L’insolita quiete, il candore, la solitudine crea una sorta di innocente intimità; a poco a poco l’ambiente e il suo gelo che ha qualcosa di malinconico sembra penetrare nei discorsi dei protagonisti e, ingenuamente, emergono alcune delle tematiche che più stanno a cuore a Gozzano. Il passare inesorabile del tempo, la morte che attende ogni creatura, il senso della vita: tutto questo è affrontato quasi inconsapevolmente, con profonda ingenuità dalla semplice modista Jeannette. Dall’evento contingente si giunge ad un piano esistenziale, e questo piano, osserva con stupore Gozzano, è comune a tutti, anche alle persone più semplici, anche a quelli che non sono abituati a filosofeggiare: «Cui bono? A che scopo… Si invecchia, si muore… » Continua a leggere

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