Eveline, Gretta Conroy, Molly Bloom: tre sfumature di una “Femminilità Universale”

Dubliners

Di Ilaria Piampiani

 

Nessuno seppe realmente che cosa fosse la banalità finché non venne Joyce”.

-Richard Ellmann-

Ebbene Ellmann, il quale peraltro vinse il National Book Award per il suo studio sull’autore irlandese, James Joyce, ha centrato senza dubbio un punto fondamentale dello’opera joyciana: la sua acuta attenzione verso la normalità, la quotidianità. L’eccezionale e l’eroico non fanno parte del suo repertorio narrativo, non ci parla di castelli o di lotte epiche in terre lontane, ma delle intrecciate strade di Dublino, intrise di odori, sapori e rumori di una città novecentesca; i personaggi che egli ci descrive, dunque, non hanno nulla di Continua a leggere

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