Il gatto: lo spirito totemico dello scrittore

Di Ilaria Piampiani

 

Il Gatto

di Charles Baudelaire

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Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; 
ritira le unghie nelle zampe, 
lasciami sprofondare nei tuoi occhi 
in cui l’agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere 
la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano 
s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato, 
vedo in ispirito la mia donna.

Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, 
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa 
un’aria sottile, un temibile profumo 
ondeggiano intorno al suo corpo bruno.

Non potevamo davvero non iniziare questo breve viaggio sull’intimo e assoluto rapporto tra il gatto e gli scrittori, con le parole di Charles Baudelaire!

Il gatto cammina a passi felpati attraverso tutta la sua poesia, sui tetti di quella Parigi affascinante, tra luce e spleen, tra vita assordante e la noia profonda dell’animo umano. Potremmo anche azzardare nel dire che il gatto è il re di quella foresta di segni costruita da Baudelaire, lo spirito totemico che ne governa le forze, che gioca con le corrispondenza, intrecciandole come fili di un batuffolo di lana. Continua a leggere

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Immaginaria fino al midollo: la poesia di Wisława Szymborska

di Ilaria Piampiani

maxresdefault«Sono, ma non devo
esserlo, una figlia del secolo»

Wisława Szymborska

In un silenzio permeato d’attesa, s’insinua l’anima poetica di una figlia del Novecento, una sopravvissuta della storia, che ha desiderato fermamente esprimere la sua esistenza nonostante le brutture del secolo scorso, nonostante l’occupazione tedesca, i lavori forzati e la censura socialista.
La sua è una poesia nata nel silenzio, una poesia che urla nel silenzio, radicandosi nel profondo del ricordo e della realtà descritta magistralmente con malinconica ironia.
Il suo mondo è un “granello di sabbia”, un mondo Continua a leggere